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Programma del mese



Proiezione cinematografica: "Te doy mis ojos"

03/11/2014
Una notte d’inverno, una donna, Pilar, scappa di casa. Porta con sé poche cose ed il figlio Juan. Antonio andrà a cercarla di lì a poco. Pilar è la sua luce, e lui le ha dato i suoi occhi ..... Il film ripercorre la storia dei personaggi di questa famiglia, in cui tutte le definizioni sono errate, dove focolare significa  inferno, dove amore significa dolore e dove chi promette di proteggerti ti terrorizza.

Conferenza: "Napoli vista da Madrid nei secoli XVI, XVII e XVIII"

03/11/2014

Il regno di Napoli fece parte, per meno di due secoli, dal 1503 al 1707, della grande costruzione politico-dinastica  che fu la Monarchia di Spagna. Nel 1735 il regno di Napoli fu riconquistato dalle truppe spagnole, diventando, insieme a quello di Sicilia, il regno delle Due Sicilie, un territorio indipendente dalla Spagna, nelle mani di un ramo minore della  dinastia dei Borbone che regnava a Madrid e che successe al trono fino alla scomparsa di tale regno con la sua integrazione avvenuta  durante l’Unità d’Italia (1861).  Pertanto, i secoli XVI, XVII e XVIII accolgono  due periodi diversi anche se entrambi  caratterizzati da un forte rapporto con la Spagna, particoralmente intenso durante il primo periodo, quando il Reame napoletano faceva parte della Monarchia della Spagna. Si esamineranno  gli aspetti fondamentali di tale rapporto nei territori politici, sociali, culturali, artistici, ecc. Tuttavia, ci si soffermerà innanzitutto sulla necessità di affrontare la questione partendo dai presupposti propri dell’epoca. Per far ciò è imprescindibile abbandonare la prospettiva statale e nazionale che ha dominato la storiografia, superare la visione di quelle realtà dall’ottica Spagna/Italia e considerarle come il risultato di un sistema di potere differente, basato sulla cultura cortigiana di una Monarchia transnazionale, con una corte centrale e varie province, e sulla costante circolazione di persone, motivazioni, interessi, idee e realizzazioni di ogni tipo. Le tracce di tutto ciò si percepiscono soprattutto nell’arte e nella cultura, visibile prova dell’intensa comunicazione che ha regolato  i rapporti tra i due territori.

Luis Ribot, professore ordinario di Storia Moderna dal 1987. È stato professore dal 1973 al 2005 presso l’Università di Valladolid e dal 2005 presso la UNED. Le sue ricerche si sono orientate verso lo studio della storia politica della Monarchia degli Asburgo, con particolare attenzione all’Italia spagnola, al secolo XVII, al regno di Carlo II e alla storia della guerra. Oltre a numerosi articoli e lavori, è autore di un ampio capitolo intitolato: La España de Carlos II, presente nel tomo XXVIII della Historia de España di Menéndez Pidal (Madrid, Espasa-Calpe, 1993), e di molti libri tra i quali La revuelta antiespañola de Mesina, pubblicato anche in italiano dalla casa editrice Rubbettino (2011); La Monarquía de España y la guerra de Mesina (1674-1678) (Madrid, Actas, 2002), grazie al quale gli è stato concesso il Premio Nacional de Historia de España nel 2003; El Arte de gobernar. Estudios sobre la España de los Austrias (Madrid, Alianza, 2006). È membro della Real Academia de la Historia dal 2010.

Conferenza: "Tra Napoli e la Spagna. Sculture per i vicerè (1600-1713)"

04/11/2014

Negli ultimi anni la storiografia italiana e spagnola ha assistito con sempre maggior interesse allo studio del viceregno napoletano nel periodo spagnolo. Questa consolidata linea di ricerca ha messo in evidenza la sfera culturale nella quale hanno agito la nobiltà e la gerarchia ecclesiastica spagnola a Napoli. Il viceregno era uno spazio per affermare la grandezza e il potere della monarchia spagnola ma allo stesso tempo fu uno scenario artistico sensazionale che nutriva e stimolava la sensibilità dei collezionisti dell’epoca. Insieme alla passione per la pittura, ci sono rappresentanti meno noti ma di uguale levatura che hanno consentito una produzione scultorea importante.  L’obiettivo di questa conferenza è illustrare il terreno culturale in cui si incontrarono artisti e committenti, e il contesto e gli obiettivi che hanno destato l’interesse dei viceré per la scultura.

Roberto Alonso Moral. Dottorando di Storia dell’Arte presso l’Università Complutense di Madrid e Conservatore della donazione Alfonso E. Pérez Sánchez presso la  Fondazione Focus-Abengoa di Siviglia. I suoi studi si basano sulla circolazione e sul collezionismo della scultura napoletana in Spagna durante il XVII secolo, tema della sua tesi di dottorato. Ha dedicato vari studi alla presenza degli scultori stranieri in Spagna e alla produzione della scultura in Andalusia durante l’Età Moderna. Attualmente fa parte del Progetto Prin “La scultura lignea in Europa fra Rinascimento e Barocco. Circolazione di maestranze, modelli e materiali tra Italia, Francia, Spagna e Germania”, all’interno del gruppo di lavoro dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha vinto una borsa di Studio presso la Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi di Firenze (2011-2012) ed è membro del comitato scientifico e organizzatore dell’esposizione Sculture di Etá barocca tra Terra d’Otranto, Napoli e la Spagna (Lecce 2007-2008). Nel 2013 ha ottenuto il II Premio de Investigación Cultura y Nobleza concessogli dalla Real Maestranza de Caballería di Siviglia e la Real Academia Sevillana de Buenas Letras per il lavoro collettivo De todos los Ingenios los mejores. El Condestable de Castilla Juan Fernández de Velasco, V Duque de Frías (c. 1550-1613) di prossima pubblicazione.

 

Conferenza: "Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe. Due scultori spagnoli a Napoli agli inizi del Cinquecento"

06/11/2014

La conferenza è dedicata all’attività svolta a Napoli da due fra i più importanti scultori spagnoli del Cinquecento, Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe. Originari di Burgos, in Castiglia, lavorarono nella città partenopea solo per pochi anni, all’incirca dal 1513 al 1518; ma bastarono a fare di Napoli una delle grandi capitali europee della decorazione marmorea, orientando il gusto artistico locale verso lo stile del Rinascimento maturo. A Napoli, i «doi spagnuoli» trovarono un contesto sociale e culturale particolarmente favorevole alla realizzazione di cappelle funerarie, pale d’altare, sepolcri. I grandi aristocratici consideravano il marmo di Carrara, durevole nel tempo ed evocativo del passato classico, il materiale più adatto per tramandare ai posteri la propria gloria; la «magnificenza», la capacità di eseguire queste grandi e dispendiose opere di marmo, divenne così un carattere distintivo della vera nobiltà.

Riccardo Naldi insegna Storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale». Si è occupato in particolare di pittura e scultura tra Quattro e Cinquecento, dedicandosi allo studio delle personalità artistiche e dei contesti decorativi nei loro rapporti con il tessuto sociale e culturale. Fra le principali pubblicazioni vi sono: Girolamo Santacroce, orafo e scultore napoletano del Cinquecento, Napoli, Electa, 1997; Andrea Ferrucci. Marmi gentili tra la Toscana e Napoli, Napoli, Electa, 2002; Giovanni da Nola, Annibale Caccavello, Giovan Domenico D’Auria. Sculture ‘ritrovate’ tra Napoli e Terra di Lavoro. 1545-1565, Napoli, Electa, 2007; Marco Cardisco, Giorgio Vasari. Pittura, umanesimo religioso, immagini di culto, Napoli, Arte’m, 2009.

 

Proiezione cinematografica: "Héctor"

10/11/2014
Héctor, un adolescente di 16 anni ha perso sua madre. Sua zia Tere si occupa di lui; da una casa al centro di Madrid si trasferisce in un piccolo appartamento della periferia.  Héctor cerca di abituarsi alla nuova realtà che gli si presenta, ma tutto  cambia con l’arrivo di Martín, suo padre,  ritornato dall’estero per incontrare quel figlio che non aveva mai conosciuto. Martín vuole spiegargli le ragioni della sua assenza, conquistarne l’affetto e offrirgli una nuova vita in Messico.  Héctor dovrà scegliere tra la famiglia appena ritrovata e l’avventura oltreoceano.

Convegno/Simposio: "Laicità e confessionalità in Europa: il caso della Spagna contemporanea"

13/11/2014 - 14/11/2014

Il Congresso Laicità e confessionalità in Europa: il caso della Spagna contemporanea, organizzato il 13 e 14 novembre a Napoli presso l'Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”, in collaborazione con l'Instituto Cervantes di Napoli e l' Università degli Studi di Napoli “Parhenope”, nell'ambito delle attività del  Centro Studi sull'Europa contemporanea, si propone di analizzare il rapporto tra laicità e confessionalità in epoca contemporanea. Questo tema è sempre stato di grande interesse, soprattutto in paesi dalla forte tradizione cattolica, quali l’Italia e la Spagna,  dove ha avuto e continua ad avere una rilevanza  politica e sociale. Oggi il dibattito è quanto mai attuale, soprattutto a seguito delle polemiche sull’abolizione delle leggi sull’aborto e sulle unioni omosessuali, ad esempio e sull’eutanasia. Il rapporto tra laicità e confessionalità ha un carattere interdisciplinare ed è per tali ragioni che il Congresso affronterà il tema  da diversi punti di vista: letterario, linguistico, giuridico, economico, storiografico.

Il congreso si svolgerà il 13 noviembre presso Palazzo Du Mesnil -Via Chiatamone 61- dalle 9.30 h alle 17.30 h; il 14 novembre presso Villa Doria D'Angri- Via F. Petrarca 80- dalle 10.00 h alle 13.30 h; presso l'Instituto Cervantes - Via N. Sauro 23-  dalle 15.00 h alle 17.30 h

Conferenza: "Il Giallo di Napoli: incontro con Alicia Giménez Bartlett e Maurizio De Giovanni"

13/11/2014

Nell'ambito delle giornate internazionali dedícate al romanzo giallo, Il Giallo di Napoli, organizzato da EUNIC Napoli (British Council, Instituto Cervantes, Institut français e Goethe Institut) il cui programma prevede una serie di incontri con alcuni dei più noti scrittori europei di noir, la scrittrice spagnola Alicia Giménez Bartlett incontra il pubblico napoletano durante una conversazione con Maurizio De Giovanni.

Alicia Giménez Bartlett (Albacete, 1951) studia filologia spagnola all’Università di Valenza e consegue il dottorato in Letteratura spagnola all’Università di Barcellona, città nella quale risiede dal 1975.
Nel 1984 scrive il suo primo romanzo Exit; nel 1987 ottiene il premio Femenino Lumen per il romanzo Una habitación ajena (Una stanza tutta per gli altri).
Negli anni novanta crea il personaggio di Petra Delicado, la popolare investigatrice protagonista di Ritos de muerte - Riti di morte (1996), Días de perros – Giorno da cani (1997), Mensajeros de la oscuridad - Messaggeri dell’oscurità (1999), Muertos de papel – Morti di carta (2000), Serpientes en el paraíso – Serpenti nel paradiso (2002), Un barco cargado de arroz – Un bastimento carico di riso (2004), Nido vacío – Nido vuoto (2007), El silencio de los claustros – Il silenzio dei chiostri (2009) e Nadie quiere saber – Gli onori di casa (2013).
Le sue opere sono state tradotte in quindici lingue, con particolare successo in Francia, Germania, Stati Uniti e Italia, dove è tradotta da Sellerio Editore.
Alicia Giménez Bartlett ha ottenuto il X Premio Pepe Carvalho per “l’innovazione del romanzo poliziesco spagnolo, contribuendo con una prospettiva femminile e femminista, pioniera in quest’ambito”.


Maurizio De Giovanni è uno scrittore napoletano. Nel 2005 ha vinto un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi ed ambientato nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ha ispirato un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia e Vipera (Premio Selezione Bancarella 2013). Nel 2012 Mondadori ha pubblicato Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l'ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea; nel 2013 è uscito, sempre per Einaudi Stile Libero, il secondo romanzo della serie, Buio. Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.

Proiezione cinematografica: "Blog"

17/11/2014
Blog è  la sorprendente  storia di alcune adolescenti, ragazze di  quindici anni, di classe medio-alta, ben educate, intelligenti, sensibili e coscienziose. Un gruppo di giovani con un  piano segreto e un obiettivo comune: vivere emozioni forti per distinguersi dalle altre. 

Laboratorio: "Creare e raccontare in scena: El Caballero de Olmedo. Adattamento di Eduardo Galán"

19/11/2014
Laboratorio/lettura basato su un adattamento de El caballero de Olmedo di Eduardo Galán. Si cercherà di valorizzare l’aura tragica  della storia e allo stesso tempo di rendere compresibili alcuni dei frammenti di questo testo barocco di grande difficoltà per il pubblico di oggi. Si tratta di far godere della storia l’ascoltatore e fargli apprezzare il ritmo veloce dei versi dello scrittore.
Edaurdo Galán ha adattato l’opera sintetizzandone il contenuto, ma senza tradire lo spirito di Lope de Vega.
Javier Veiga, conosciuto ed eccellente attore (ed autore) leggerà  i versi dedicati a Inés, splendidi versi d’amore, i più famosi del teatro di Lope de Vega ... per poi passare ad altri episodi, divertenti e tragici, de El caballero de Olmedo, diventando il filo conduttore dell'evento.

Mostra: "Spirito maya. Guatemla tra misticismo e tradizione"

26/11/2014 - 17/12/2014

“Mi casa es tu casa” La mia casa è la tua casa. Non è un modo di dire. È un invito a conoscere il paese del Quetzal, un simbolo di amicizia, un appello per conoscere il vero significato dell'anima maya. In Guatemala lo spirito vola libero come una cometa, il cuore si riempe di sorrisi che rallegrano la vita, l'universo colorato affascina ed invita a scoprire il mondo mistico che si trova dietro i fiumi di copale, nella spiritualità primordiale alla ricerca di spazi dimenticati dalla mente e dal cuore. E allora l'impulso ad andare verso l'essenziale, a esplorare le caverne che conducono a  Xibalbá, accarezzando le pietre delle piramidi di Petén, per posizionare le candele votive  sul fuoco sacro, e partecipare alla preghiera che si muove nel cerchio eterno attorno all'altare alla scoperta del proprio nahual (spirito custode) e credere che per forza debba esistere un Dio-Ajau che protegge questa antica saggezza.

Luca Rinaldini è nato a Roma il 1959, dove vive nelle pause dai suoi lunghi viaggi di ricerca in Asia, Africa e Americhe. Le sue foto sono state pubblicate sui principali periodici e riviste nazionali.
Nel 95 pubblica il libro di fotografie Volti e Genti del Vietnam, un viaggio attraverso il Vietnam, i paesaggi, la molteplicità dei gruppi etnici di una terra ancora da conoscere. Questo lavoro è stato presentatoin una mostra fotografica presentata a Roma, Venezia e Milano. Dal 2003/2004 si dedica al Progetto cacao in Brasile, un viaggio fotografico nelle piantagioni dello Stato di Bahia, alla scoperta dei luoghi e dei personaggi descritti dallo scrittore brasiliano  Jorge Amado. Concluso il progetto ha pubblicato il libro dal titolo “Cacao sulle tracce di Jorge Amado” edito da Fabula. Con questo lavoro ha partecipato nel 2006, al Festival di Fotografia di Roma, esponendo all'Ambasciata del Brasile (aprile 2006) . Ad  ottobre 2007 la stessa esposizione si è tenuta presso l'Ambasciata italiana in Brasile nell'ambito del Festival  FotoArte di Brasilia e a Venezia (aprile 2009).
Dal 2010 ha intrapreso un nuovo progetto dal titolo Uomini e Donne di sale”. Un viaggio fotografico attraverso le comunità del sale nel mondo.che documenta la cultura del lavoro, gli aspetti della vita quotidiana, le feste e i rituali collegati con la produzione del sale nei diversi continenti. Le prime tappe sono state i Messico, Guatemala, India, Marocco, Egitto e Italia.

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